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lunedì 16 maggio 2011

Pregiudizi: I diritti dei non musulmani nello Stato Islamico

Pregiudizio:

Alcuni che non conoscono la verità di base dell’Islam, siano essi pseudo studiosi, orientalisti o nemici dell’Islam, sostengono che questa religione non rispetta i diritti legittimi dei cittadini non musulmani residenti in uno stato Islamico.

Risposta:

La Shari’a islamica stabilisce l’insieme degli obblighi e dei diritti dei cittadini non musulmani residenti in una società islamica, come provato dalla regola generale presente nei libri di giurisprudenza islamica che afferma: “I cittadini non musulmani godono degli stessi diritti di cui godono i musulmani e devono rispettare gli stessi obblighi che i musulmani rispettano”.

Questo è il principio generale da cui vengono emanate le leggi, giuste ed eque, che conferiscono ai cittadini non musulmani residenti in una società islamica il diritto alla sicurezza, alla proprietà privata, al rispetto della propria religione, ecc..ecc.

Sono consentiti scambi d’idee e opinioni a carattere religioso con chi non pratica l’Islam e i musulmani hanno il dovere di utilizzare il metodo della discussione migliore durante i dibattiti con queste persone. Allah l’Altissimo e Sovrano di ogni cosa afferma nel Sublime Corano:

Dialogate con belle maniere con la gente della Scrittura, eccetto quelli di loro che sono ingiusti. Dite [loro]: “Crediamo in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere su di voi, il nostro Dio e il vostro sono lo stesso Dio ed è a Lui che ci sottomettiamo” [29:46]

Nel Sublime Corano Allah si rivolge a coloro che professano una fede e religione diversa dicendo:

Di': “Guardate coloro che invocate all'infuori di Allah? Mostratemi quel che hanno creato della terra. Oppure è nei cieli che sono associati [ad Allah]? Se siete sinceri, portate una Scrittura anteriore a questa, o una traccia di scienza” [46:4]

Nel suo libro sulla storia del lavoro missionario dell’Islam, l’intelletuale cristiano Sir Thomas Arnold scrive: “Basandoci sui rapporti di amicizia, che si erano sviluppati e stabiliti, fra i cristiani e i musulmani presenti nelle popolazioni arabe, possiamo affermare che la forza non fu mai l’elemento decisivo che spinse la gente a convertirsi all’Islam. Lo stesso Muhammad (saas) strinse un patto con alcune tribù cristiane; inoltre egli (saas) s’impegnò a proteggere la popolazione non musulmana e ad assicurare loro la libertà di esercitare i propri rituali religiosi.
Muhammad (saas), infatti, permise ai sacerdoti della Chiesa di esercitare i propri diritti e la propria autorità in pace e sicurezza [tratto da “Call to Islam”, p. 48].
Come affermato in un versetto del Sublime Corano, l’Islam proibisce la conversione forzata degli individui di altre fedi:

Se il tuo Signore volesse, tutti coloro che sono sulla terra crederebbero. Sta a te costringerli ad essere credenti? [10:99]

La libertà di religione presente nelle società islamiche è più volte ribadita sia nel Corano che nella Sunnah. Nella storia islamica vi sono numerosi esempi del rispetto nei confronti dei cittadini di altre professioni, anche quando molte altre società erano intolleranti nei confronti dei musulmani e prefino nei confronti della loro gente.

I musulmani hanno l’obbligo di trattare con giustizia chiunque non abbia intrapreso atti di ostilità nei loro confronti. Allah afferma nel Sublime Corano:

Allah non vi proibisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione e che non vi hanno scacciato dalle vostre case, poiché Allah ama coloro che si comportano con equità [60:8]

Coloro, invece, che muovono guerra contro l’Islam, mostrano ostilità e costringono i musulmani all’esilio devono essere sottoposti ad un diverso trattamento. Allah l’Eccelso dichiara nel Sublime Corano:

Allah vi proibisce soltanto di essere alleati di coloro che vi hanno combattuto per la vostra religione, che vi hanno scacciato dalle vostre case, o che hanno contribuito alla vostra espulsione. Coloro che li prendono per alleati, sono essi gli ingiusti. [60:9]


tratto da: "pregiudizi correnti sui diritti dell'uomo nell'Islam"

giovedì 23 dicembre 2010

Wudu' sulle scarpe e sulle calze

Fare il wudu con addosso le scarpe

Condizioni per poter fare le abluzioni con addosso le scarpe, quando magari si è fuori casa o moschea, passandosi le mani sopra le scarpe:

-la scarpa deve coprire dalla caviglia al piede, ovvero tutta la parte che andrebbe lavata con il wudu
-dobbiamo essere stati in stato di purità nel momento in cui abbiamo indossato le scarpe
-che si cammini con le scarpe senza avere il timore che queste possano cadere/togliersi dal piede
-che le scarpe siano lecite, non rubate
-le scarpe non devono essere trasparenti, ovvero la pelle non si deve vedere attraverso le scarpe.

Alcuni studiosi dell’Islam, tra cui ibn Taimiya [ra], concordano sul fatto che si può passare l’acqua anche sulle scarpe trasparenti.


Fare il wudu e il lavaggio sulle calze

Fare il wudu con indosso le calze è ammesso senza dubbio alcuno sulle calze di pelle, in quanto in un hadith narrato si in Bukhari che in Muslim raccontano:
Al-Mugheerah Ibn Shu'bah [ra] ha detto: "ero con il Profeta[saws] in una giornata, e quando il Profeta [saws] stava facendo l’abluzione, sono andato per toglierli le sue calze di pelle e mi disse: 'lasciale su, quando le ho messe ero in stato di purità' ed egli ci passò sopra."

Per quanto riguarda invece le calze fatte con altro materiale ci sono diverse opinioni tra gli studiosi:
Gli Imaam Abu Haneefah, Maalik, e Shaafi'ee [ra] sono dell’opinione che non sia permesso
Altri Imam come Ahmed, Abu Yousuf e Muhammad i compagni di Abu Haneefah, Sufyan Ath-Thawri, 'Ataa', Al-Hasan, Sa'eed Ibn Al-Musayyib, An-Nakh'ee, Sa'eed Ibn Jubayr, Al -'Amash, Ibn Mubaraak e Is-Haaq [ra] tutti, sono per la liceità del fare il wudu sopra le calze, avendo però delle discussioni e dei disaccordi sulle condizioni per poterlo fare.

Ecco le condizioni per fare il lavaggio sulle calze:
le calze devono essere state indossate quando la persona era in stato di purità
devono essere aderenti
devono essere pure
devono essere lecite, quindi non rubate e per gli uomini non possono essere di seta

alcuni studiosi hanno aggiunto che le calze devono essere spesse e non trasparenti

quando ci si toglie le calze dopo che abbiamo fatto il lavaggio con le calze addosso:

ci sono anche qui diverse opinioni:

secondo la scuola di Fiqh dell’Imam Hanafi, lui si lavava i piedi tutte le volte che si toglieva le calze. Ma secondo il suo madhab non è obbligatorio lavarsi le delle parti per perfezionare il wudu. Questa opinione venne accordata dall’Imam Shafi e furono riportate nelle narrazioni dell’Imam Ahmad.
Secondo i malikiti bisognerebbe lavarsi bene i piedi subito dopo che queste vengono tolte, così da non dover ripetere il wudu. Se non ci si affretta a lavarsi i piedi allora bisogna ripetere il wudu in quanto sono mancate le condizioni di completezza del wudu.
Togliersi le calze annulla il wudu. Queste l’opinione precedente di Shafi e della scuola di pensiero Hambalita.
Il togliersi le scarpe non fa perdere il wudu perché non ci sono prove che il wudu si perde in questa maniera. E questa opinione è condivisa da Imams Ibn Hazm, Ibn Taymiyah e altri.

mercoledì 15 dicembre 2010

Si possono mangiare le lumache?

Nel nome di Allah il Sommamente Misericordioso il Clementissimo

D: Qual'è la sentenza sul mangiare le lumache? Mi è venuto in mente che vengono cucinate mentre sono vive. Si usava mangiare le lumache al tempo del Profeta Muhmammad (sallallahu alaihi wa sallam)?


R: La lode spetta ad Allah.
Le lumache sono di due tipi, lumache di terra e di mare. Le lumache di terra cadono sotto la stessa voce degli 'insetti e dei parassiti' in quanto non hanno sangue che scorre. Le lumache di mare invece cadono sotto la voce dei crostacei che sono animali di mare.

In "al mawsoo'ah al 'arabiya" viene detto:

Le lumache marine sono degli animali invertebrati e sono un tipo di costraceo. Molte lumache hanno un guscio esterno; alcune hanno un piccolo guscio sopra o sotto la pelle ma molte non lo hanno per niente.

Le lumache di terra hanno un paio di antenne con all'estremità un occhio. Le grandi lumache della sabbia sono considerati parassiti dannosi perché hanno un vorace appetito per le piante. La loro lunghezza può raggiungere i 10 cm. [fine citazione]

In secondo luogo:

1. Le lumache di terra cadono sotto lo stesso giudizio del mangiare "insetti". La maggior parte degli studiosi sono del parere che sia haraam. Al-Nawawi (che Allah lo abbia in misericordia) ha detto in al-Majmoo' (9/16): Per quanto concerne gli insetti da terra gli studiosi...il nostro parere è che sia haraam. Questo è il parere di Abu Hanifah, Ahmad e Dawood. Malik disse: è halaal. [fine citazione]

Ibn Hazm (che Allah lo abbia in misericordia) disse:
Non è consentito mangiare le lumache di terra o qualsiasi altro "insetto o parassita" come gechi, scarafaggi, formiche, le api, mosche, vespe, vermi, pidocchi, pulci, cimici, zanzare o qualsiasi altra cosa di quel tipo, perché Allah dice (interpretazione del significato): "Vi sono vietati gli animali morti...a meno che non l'abbiate sgozzato (prima della morte)" [Ma'idah 5:3]. La macellazione può essere fatto solo sul collo o sulla parte superiore del torace. Se non è possibile macellare non vi è possibilità di mangiarlo fino a che questo non muore e quindi non verrebbe macellato correttamente, quindi è haraam. [fine citazione]

Al Muhalla (6/76, 77)

I Malikiti invece non prevedono come condizione per la macellazione il sangue che scorre, ma la sentenza è la stessa che si ha per le locuste e che la loro macellazione avviene con la bollitura, cottura arrosto o per piercing (infilzamento) con un ago o un bastone fino alla morte, pronunciandoci sopra il nome di Allah.

In al Mudawwanah (1/542) è detto:
Venne chiesto a Malik a proposito di una cosa nel Maghreb (nord africa) che si chiamava lumaca, che si trovava sopra le piante nel deserto - se si potesse mangiare? Egli disse: Penso che sia come le locuste. Se si prende viva e si bolle o si cuoce, non penso che ci sia nulla di sbagliato nel mangiarle, ma se si trovano morte allora non dovrebbero essere mangiate. [fine citazione]

In al Muntaqa Sharh al Muwatta' (3/110) di Abdul Walid al Baaji (che Allah abbia misericordia di lui) è detto:
Se questo è provato, allora la sentenza sulle lumache è la stessa di quella sulle locuste. Malik disse che la loro macellazione avviene per bollitura o per trafiggimento fino alla morte, menzionandoci sopra il nome di Allah, mentre per le locuste viene menzionato mentre gli si taglia la testa. [fine citazione]

2. Le lumache di mare sono halal (lecite), in quanto è permesso in modo generale mangiare i frutti di mare. Allah dice (interpretazione del significato):
"Vi è lecita la pesca e il cibo che ne ricaverete: godetene con gli altri viaggiatori." [Ma'idah 5:96]

In al-Bukhari è narrato che Shrayh disse che il Messaggero di Allah (sallallahu alaihi wa sallam) disse: "Tutto ciò che è nel mare è madbuh (macellato)"

Ma non abbiamo nessun hadith che ci narra che il Profeta sallallahu alaihi wa sallam abbia mai mangiato delle lumache.

Per fare un sunto:

La permissibilità di mangiare le lumache si può applicare su tutte e due i tipi, di terra e di mare. Se non vi è nulla di male nel cucinarle vive in quanto le lumache di terra non hanno sangue e quindi non si ha la possibilità di macellarle in modo appropriato così da estrarne il sangue mentre le lumache di mare cadono sotto la permissibilità generale dei frutti del mare.

E Allah ne sa di più.


tratto da IslamQA e tradotto da Usama El Santawy

Oh credenti

"Non è forse giunto, per i credenti, il momento in cui rendere umili i loro cuori nel ricordo di Allah e nella verità che è stata rivelata, e di differenziarsi da quelli che ricevettero la Scrittura in precedenza e che furono tollerati a lungo [da Allah]? I loro cuori si indurirono e molti di loro divennero perversi"