martedì 15 febbraio 2011

Le condizioni per poter vivere in terra non islamica

Le condizioni per poter vivere in un paese non musulmano:


Per poter proteggere il suo status di musulmano, l’individuo deve poter difendere se stesso e la sua religione. Per poter far questo deve, il musulmano, possedere scienza e fede, oltre ad una grande forza per poter garantire stabilità alla propria religione senza rincorrere nel rischio di deviazioni dovute alla mancanza di conoscenza o di debolezza nella fede e deve essere implicita l’inimicizia verso i miscredenti rimanendo lontani dall’affezionarsi e il penarsi per loro in quanto questi sentimenti posso provocare delle contravvenzioni nella fede.


Dice Allah: 22. Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell'Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato, fossero anche i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o appartenessero al loro clan. Egli ha impresso la fede nei loro cuori e li ha rafforzati con uno spirito proveniente da Lui. Li farà entrare nei Giardini dove scorrono i ruscelli, in cui rimarranno in perpetuo. Allah si compiace di loro e loro si compiacciono di Lui. Essi sono il partito di Allah. Ebbene, il partito di Allah non è forse quello di coloro che trionferanno? (al mujadalah)


Dice Allah: 51 O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro .

In verità Allah non guida un popolo di ingiusti.

52 Vedrai quelli che hanno una malattia nel cuore correre verso di loro dicendo: «Temiamo un rovescio del destino». Ma se Allah darà la vittoria o un ordine da parte Sua, eccoli rimpiangere i loro pensieri segreti. (al ma’eda)


E disse il Profeta, che la benedizione e la pace siano su di lui, “Chi ama un popolo (di conseguenza) è uno di loro, e l’uomo sta con chi ama”


L’amore per i nemici di Allah è una grande minaccia per il musulmano in quanto l’amicizia comporta all’approvazione delle loro azioni e il musulmano seguendolo non denuncerebbe il male che fa per questo il Profeta, che la benedizione e la pace siano su di lui, dice: “Chi ama un popolo (di conseguenza) è uno di loro”


La seconda condizione: il musulmano deve essere in grado di applicare la sua religione nel posto in cui si trova secondo i riti islamici senza alcuna restrizione, perciò non deve essergli vietato di eseguire la preghiera, il Venerdì, il raggruppamento per le preghiere, se c’è la possibilità di fare la preghiera di gruppo e chi possa tenere la preghiera del Venerdì.

Non possono esserci restrizioni per quanto riguarda la Zakat, il digiuno, il pellegrinaggio e tutti gli altri riti religiosi. Se non avesse le possibilità di fare ciò, allora non gli è lecito rimanere dove è emigrato

Dice l’Altissimo: “Gli angeli, quando faranno morire coloro che furono ingiusti nei loro stessi confronti, diranno: " Qual era la vostra condizione?" Risponderanno: "Siamo stati oppressi sulla terra". [Allora gli angeli] diranno: "La terra di Allah non era abbastanza vasta da permettervi di emigrare?". Ecco coloro che avranno l'Inferno per dimora. Qual tristo rifugio”.


E questa minaccia indica un obbligo. Quest’obbligo è l’applicare la propria religione per chi naturalmente ne ha la possibilità.

La migrazione per necessità è obbligatoria.


Una volta che si completano queste due condizioni basilari, ci sono altri punti da applicare per coloro che vivranno in Dar al Kufr:


Il primo punto: la da’wah, ovvero l’invito all’islam, e lo stimolare all’islam e questo è un tipo di jihad ed è un obbligo per tutti coloro che ne hanno la possibilità, a condizione che, per adempiere alla da’wah, non ci siano impedimenti e che ci sia chi ascolta, perché l’invito all’islam è un obbligo religioso per tutti ed è la via del Messaggeri e così ci ordinò il Profeta (saas) di annunciare di lui in tutte le epoche e in tutti i posti e disse (saas): “Parlate di me, anche di un solo versetto”


Il secondo punto: si devono studiare i miscredenti per renderli coscienti della corruzione dei loro principi e dello sviamento nel loro credo, la dissolutezza della loro morale e l’anarchia comportamentale; questo per avvertire la gente dell’inganno in cui sono e per palesare agli interessati la loro condizione. Anche questo stile di vita è un tipo di jihad classificato nell’avvertire dalla miscredenza e la sua gente insieme al risveglio nell’islàm e sotto la sua guida in quanto la corruzione (la nullità) della miscredenza sono la prova dell’integrità dell’islàm come si è detto: se non riesce nel suo intento di fermare ciò che si diffonde in loro e avvertirli da esso, allora, non vi è utilità nella sua permanenza, e se il suo intento riesce ma con un male maggiore come per esempio affrontare le sue azioni con l'insultare l'islam e il messaggero dell'islam e gli imam dell'islam, allora ci si deve fermare per le parole dell’Altissimo “Non insultate coloro che essi invocano all'infuori di Allah, ché non insultino Allah per ostilità e ignoranza . Abbiamo reso belle, [agli occhi di ogni comunità], le loro proprie azioni. Ritorneranno poi verso il loro Signore ed Egli li renderà edotti sul loro comportamento.” (il bestiame:108)


Il terzo punto : per la permanenza lo Stato islamico deve tessere delle relazioni con lo Stato miscredente; le Ambasciate dovrebbero regolare la permanenza, per esempio l’addetto alla cultura dovrebbe seguire gli studenti nelle loro esigenze, controllarli e sostenerli nella loro educazione religiosa e nella loro educazione comportamentale, così che la sua permanenza possa essere un grande bene per evitare grandi mali.


Il quarto punto: la permanenza è ammissibile quanto c’è necessità come per il commercio o la cura, quindi la permanenza è relativa alla necessità e i sapienti hanno fatto notare la lecità di andare in terre non musulmane per motivi di commercio, basandosi su comportamenti analoghi fatti da alcuni compagni del Profeta.


Il quinto punto: è stare per motivi di studio, ed è uguale a ciò citato prima, è permanenza per bisogno, ma è più pericolosa e con effetti più devastanti sui principi religiosi e la spiritualità della persona in quanto lo studente proverà dei sentimenti di legame con la gente del suo rango e i suoi insegnanti, fino ad ammirarli e convincersi della loro innocenza, dei loro pensieri e comportamenti così da imitarli tranne coloro che Allah vuole e questi sono pochi. Lo studente sente magari di doversi guadagnare i favori degli insegnanti e li lusingano per quello che fanno nello sviamento e nella deviazione. Lo studente, nel luogo dove apprende, ha dei compagni dai quali prenderà amici che amerà e sui quali si appoggerà e acquisirà. Per la pericolosità di questo punto è compito imparare più di quanto detto fino ad ora e mettere altre condizioni:


1) Lo studente deve essere maturo e intelligente così da distinguere ciò che va bene e ciò che fa male e che possa avere lo sguardo a delle prospettive longeve, mentre i più piccoli d’età e coloro che hanno un intelligenza ridotta sono in grande pericolo per quanto riguarda la religione, il comportamento così come ne è stato e ne è testimone ciò che avviene. Molti di questi che sono stati inviati sono tornati senza quello che avevano alla partenza tornando deviati nella religione, nel educazione, nel comportamento così diventa per loro e per la loro società un male per questi aspetti per quello che gli è stato insegnato e del quale sono stati spettatori. L’esempio chi invia questi è come l’esempio di chi manda le pecore a dei cani feriti.

2) Lo studente deve avere conoscenza sciaraitica a sufficienza da distinguere tra la verità e la falsità, combattere la falsità con la verità affinché non venga ingannato da ciò su cui si trovano di falso al punto di dubitare che è vero o che rimanga confuso o che pensa che sia impossibile difendersi così da rimanere perplesso o che segua la falsità. E nell’invocazione trasmessa “Oh Allah mostrami il vero, vero e graziami nell’esserne seguace; e mostrami il falso, falso e graziami nell’evitarlo, e non mi lasciare perplesso a proposito così da non sviare”


3) Lo studente deve avere una religiosità che lo protegge, delle barricate contro la miscredenza e l’immoralità, chi è debole religiosamente non resisterà, tranne se lo vorrà Allah, e questo è dovuto alla forza degli attaccanti e alla debolezza dei difensori. Le cause della miscredenza e delle immoralità, di la, sono forti, tante e diversificate così che se trova un cliente debole fa quello che vuole fare.


4) La necessità della Conoscenza per la quale permane deve essere una conoscenza utile per gli interessi dei musulmani e che non c’è nei paesi di loro provenienza, perciò se è una conoscenza che non fa gli interessi dei musulmani o che è presente nei nelle scuole paesi islamici allora non è consentito rimanere a causa dei pericoli che corre la religiosità e l’educazione e lo spreco dei beni senza nessuna utilità.


5) Più pericolosa e grave di qualsiasi altra è la permanenza per residenza per le deviazioni e la completa mescolanza con il popolo della miscredenza e per il sentimento di cittadinanza e per l’affetto nazionale a cui viene portato, la fedeltà, così da aumentare il nero dei miscredenti (aumentarli nello sviamento) e viene educato in mezzo alla gente della miscredenza, così da assumere la loro educazione e i loro usi ed è possibile che li copino anche nei principi (aqidah) e nell’adorazione, per questo è venuto in un detto del Profeta (sallallahu ‘alayhi wa sallam) “chi si mescola con il miscredente e ci abita assieme è uno di loro”

E questo detto, anche se nella trasmissione è debole, da l’opinione che l’abitare porta a dei problemi, e da qays bina bi hazem, da jarir bin abd allah, che allah si compiaccia di lui, il profeta, sallallahu ‘alaihi wa sallam, disse: “io disapprovo qualsiasi musulmano che viva insieme ai miscredenti, dissero oh messaggero di Allah e perché? Disse: non immaginate i due fuochi.

E come può un fedele stare tranquillo in terre non islamiche, dove sono diffuse pratiche non islamiche, e dove il governo non è quello che vuole e il suo messaggero, egli vede ciò con i suoi occhi e lo sente con le sue orecchie e lo accetta! Addirittura si rende cittadino di quegli stati abitandoci e portandoci la sua famiglia come fosse un paese islamico, malgrado il grande pericolo che incombe su di lui e la sua famiglia.


giovedì 23 dicembre 2010

Wudu' sulle scarpe e sulle calze

Fare il wudu con addosso le scarpe

Condizioni per poter fare le abluzioni con addosso le scarpe, quando magari si è fuori casa o moschea, passandosi le mani sopra le scarpe:

-la scarpa deve coprire dalla caviglia al piede, ovvero tutta la parte che andrebbe lavata con il wudu
-dobbiamo essere stati in stato di purità nel momento in cui abbiamo indossato le scarpe
-che si cammini con le scarpe senza avere il timore che queste possano cadere/togliersi dal piede
-che le scarpe siano lecite, non rubate
-le scarpe non devono essere trasparenti, ovvero la pelle non si deve vedere attraverso le scarpe.

Alcuni studiosi dell’Islam, tra cui ibn Taimiya [ra], concordano sul fatto che si può passare l’acqua anche sulle scarpe trasparenti.


Fare il wudu e il lavaggio sulle calze

Fare il wudu con indosso le calze è ammesso senza dubbio alcuno sulle calze di pelle, in quanto in un hadith narrato si in Bukhari che in Muslim raccontano:
Al-Mugheerah Ibn Shu'bah [ra] ha detto: "ero con il Profeta[saws] in una giornata, e quando il Profeta [saws] stava facendo l’abluzione, sono andato per toglierli le sue calze di pelle e mi disse: 'lasciale su, quando le ho messe ero in stato di purità' ed egli ci passò sopra."

Per quanto riguarda invece le calze fatte con altro materiale ci sono diverse opinioni tra gli studiosi:
Gli Imaam Abu Haneefah, Maalik, e Shaafi'ee [ra] sono dell’opinione che non sia permesso
Altri Imam come Ahmed, Abu Yousuf e Muhammad i compagni di Abu Haneefah, Sufyan Ath-Thawri, 'Ataa', Al-Hasan, Sa'eed Ibn Al-Musayyib, An-Nakh'ee, Sa'eed Ibn Jubayr, Al -'Amash, Ibn Mubaraak e Is-Haaq [ra] tutti, sono per la liceità del fare il wudu sopra le calze, avendo però delle discussioni e dei disaccordi sulle condizioni per poterlo fare.

Ecco le condizioni per fare il lavaggio sulle calze:
le calze devono essere state indossate quando la persona era in stato di purità
devono essere aderenti
devono essere pure
devono essere lecite, quindi non rubate e per gli uomini non possono essere di seta

alcuni studiosi hanno aggiunto che le calze devono essere spesse e non trasparenti

quando ci si toglie le calze dopo che abbiamo fatto il lavaggio con le calze addosso:

ci sono anche qui diverse opinioni:

secondo la scuola di Fiqh dell’Imam Hanafi, lui si lavava i piedi tutte le volte che si toglieva le calze. Ma secondo il suo madhab non è obbligatorio lavarsi le delle parti per perfezionare il wudu. Questa opinione venne accordata dall’Imam Shafi e furono riportate nelle narrazioni dell’Imam Ahmad.
Secondo i malikiti bisognerebbe lavarsi bene i piedi subito dopo che queste vengono tolte, così da non dover ripetere il wudu. Se non ci si affretta a lavarsi i piedi allora bisogna ripetere il wudu in quanto sono mancate le condizioni di completezza del wudu.
Togliersi le calze annulla il wudu. Queste l’opinione precedente di Shafi e della scuola di pensiero Hambalita.
Il togliersi le scarpe non fa perdere il wudu perché non ci sono prove che il wudu si perde in questa maniera. E questa opinione è condivisa da Imams Ibn Hazm, Ibn Taymiyah e altri.

Se tolgo la calza dopo aver fatto mash invalido il wudu'?

D: Togliersi le calze, dopo averci passato su la mano per completare il wudu', rompe lo stato di purità? Posso pregare dopo che, avendo passato la mano per fare al mash, mi tolgo la calza? E' ancora valido il mio wudu'?

R: Se dopo aver fatto il mash si toglie la calza il wudu' è ancora valido...e se dopo aver fatto il wudu' tolgo la calza la preghiera si può effettuare.
Se invece si rimette la calza e si è in stato di impurità non si può effettuare il mash sulla calza o sulle scarpe.

E Allah ne sa di più

Islam Q&A (riassunto)

mercoledì 15 dicembre 2010

Si possono mangiare le lumache?

Nel nome di Allah il Sommamente Misericordioso il Clementissimo

D: Qual'è la sentenza sul mangiare le lumache? Mi è venuto in mente che vengono cucinate mentre sono vive. Si usava mangiare le lumache al tempo del Profeta Muhmammad (sallallahu alaihi wa sallam)?


R: La lode spetta ad Allah.
Le lumache sono di due tipi, lumache di terra e di mare. Le lumache di terra cadono sotto la stessa voce degli 'insetti e dei parassiti' in quanto non hanno sangue che scorre. Le lumache di mare invece cadono sotto la voce dei crostacei che sono animali di mare.

In "al mawsoo'ah al 'arabiya" viene detto:

Le lumache marine sono degli animali invertebrati e sono un tipo di costraceo. Molte lumache hanno un guscio esterno; alcune hanno un piccolo guscio sopra o sotto la pelle ma molte non lo hanno per niente.

Le lumache di terra hanno un paio di antenne con all'estremità un occhio. Le grandi lumache della sabbia sono considerati parassiti dannosi perché hanno un vorace appetito per le piante. La loro lunghezza può raggiungere i 10 cm. [fine citazione]

In secondo luogo:

1. Le lumache di terra cadono sotto lo stesso giudizio del mangiare "insetti". La maggior parte degli studiosi sono del parere che sia haraam. Al-Nawawi (che Allah lo abbia in misericordia) ha detto in al-Majmoo' (9/16): Per quanto concerne gli insetti da terra gli studiosi...il nostro parere è che sia haraam. Questo è il parere di Abu Hanifah, Ahmad e Dawood. Malik disse: è halaal. [fine citazione]

Ibn Hazm (che Allah lo abbia in misericordia) disse:
Non è consentito mangiare le lumache di terra o qualsiasi altro "insetto o parassita" come gechi, scarafaggi, formiche, le api, mosche, vespe, vermi, pidocchi, pulci, cimici, zanzare o qualsiasi altra cosa di quel tipo, perché Allah dice (interpretazione del significato): "Vi sono vietati gli animali morti...a meno che non l'abbiate sgozzato (prima della morte)" [Ma'idah 5:3]. La macellazione può essere fatto solo sul collo o sulla parte superiore del torace. Se non è possibile macellare non vi è possibilità di mangiarlo fino a che questo non muore e quindi non verrebbe macellato correttamente, quindi è haraam. [fine citazione]

Al Muhalla (6/76, 77)

I Malikiti invece non prevedono come condizione per la macellazione il sangue che scorre, ma la sentenza è la stessa che si ha per le locuste e che la loro macellazione avviene con la bollitura, cottura arrosto o per piercing (infilzamento) con un ago o un bastone fino alla morte, pronunciandoci sopra il nome di Allah.

In al Mudawwanah (1/542) è detto:
Venne chiesto a Malik a proposito di una cosa nel Maghreb (nord africa) che si chiamava lumaca, che si trovava sopra le piante nel deserto - se si potesse mangiare? Egli disse: Penso che sia come le locuste. Se si prende viva e si bolle o si cuoce, non penso che ci sia nulla di sbagliato nel mangiarle, ma se si trovano morte allora non dovrebbero essere mangiate. [fine citazione]

In al Muntaqa Sharh al Muwatta' (3/110) di Abdul Walid al Baaji (che Allah abbia misericordia di lui) è detto:
Se questo è provato, allora la sentenza sulle lumache è la stessa di quella sulle locuste. Malik disse che la loro macellazione avviene per bollitura o per trafiggimento fino alla morte, menzionandoci sopra il nome di Allah, mentre per le locuste viene menzionato mentre gli si taglia la testa. [fine citazione]

2. Le lumache di mare sono halal (lecite), in quanto è permesso in modo generale mangiare i frutti di mare. Allah dice (interpretazione del significato):
"Vi è lecita la pesca e il cibo che ne ricaverete: godetene con gli altri viaggiatori." [Ma'idah 5:96]

In al-Bukhari è narrato che Shrayh disse che il Messaggero di Allah (sallallahu alaihi wa sallam) disse: "Tutto ciò che è nel mare è madbuh (macellato)"

Ma non abbiamo nessun hadith che ci narra che il Profeta sallallahu alaihi wa sallam abbia mai mangiato delle lumache.

Per fare un sunto:

La permissibilità di mangiare le lumache si può applicare su tutte e due i tipi, di terra e di mare. Se non vi è nulla di male nel cucinarle vive in quanto le lumache di terra non hanno sangue e quindi non si ha la possibilità di macellarle in modo appropriato così da estrarne il sangue mentre le lumache di mare cadono sotto la permissibilità generale dei frutti del mare.

E Allah ne sa di più.


tratto da IslamQA e tradotto da Usama El Santawy

martedì 19 ottobre 2010

Ogni uno raccoglie ciò che semina

Un servo che la lavora la terra si preoccupa del fatto che il suo padrone non ha mai fatto una preghiera per Allah e cerca in ogni modo di trovare una soluzione per farlo pregare.
Un giorno il padrone gli ordina di seminare tutto il campo di grano.
Il servo pensa pensa pensa...e gli viene un'idea.
Il servo semina in tutto il campo invece del grano dell'orzo.
Un anno dopo il proprietario della terra si avvia verso la sua proprietà felice aspettandosi di vedere il campo e la terra tutta distesa di grano.
Con sorpresa e stupore trova una distesa d'orzo. Va dal servo e gli dice: "Non ti avevo forse detto di piantare del grano? Come mai hai piantato dell'orzo?" e il servo: "Padrone, io ho piantato l'orzo e ho tanto sperato che uscisse grano!" il padrone: "Hai sperato che uscisse grano dall'orzo? Ma ti sembra possibile?" e il servo "E a te sembra possibile che dai tuoi peccati possono crescere dei frutti nel Giardino (Paradiso) che è grande come il cielo e la terra?" Dette queste parole il padrone si pentì e ritornò ad Allah

favola eritrea

Una volta un cucciolo di leopardo vagabondava lontano dalla sua casa, nella prateria dove pascolano gli elefanti. Mentre gli elefanti pascolavano, uno di essi pestò per errore il cucciolo e lo uccise. Alcuni leopardi trovarono il corpo del cucciolo e corsero dal padre per avvertirlo della disgrazia. "Tuo figlio è morto!" gli dissero. "L'abbiamo trovato nella valle". "Ditemi chi l'ha ucciso" gridò il leopardo padre arrabbiato, "perché io possa vendicare la sua morte!". "L'hanno ucciso gli elefanti" risposero gli altri leopardi. "Cosa? Gli elefanti?" esclamò il leopardo padre con voce sorpresa. "Sì, gli elefanti" ripeterono essi. Il leopardo padre rifletté per un minuto e poi disse: "No, non sono stati gli elefanti. Sono state la capre ad uccidere mio figlio. Sono state loro a farmi questa cosa terribile!". Infuriato, trovò un gregge di capre sulla collina e trucidò molte di esse per vendetta. Anche ora quando un uomo è in collera con qualcuno più forte di lui, spesso si vendica con chi è più debole.

lunedì 18 ottobre 2010

I tipi di kufr

I tipi di Kufr:
1) Kufr al ‘inaad: quando non si crede per ostinazione. Questo kufr è di chi conosce la verità e ammette di conoscere la verità e ammette con la sua lingua di saperlo, ma si rifiuta di accettarla e si astiene dal fare una dichiarazione [suret Qaf:24 “O voi due, gettate nell'Inferno ogni miscredente testardo”].
2) Kufr-ul inkar: quando si rifiuta di credere. Questo kufr è di chi nega sia con il cuore che con la lingua [suret al-Nahl:83 Conoscono la benevolenza di Allah e poi la rinnegano. La maggior parte di loro sono miscredenti].
3) Kufr-ul kibr: quando non si crede per arroganza e superbia. L’arroganza dei diavoli (Iblis) è un esempio di questo tipo di Kufr.
4) Kufr-ul juhood: quando non si crede per rigetto (rifiuto). Questo kufr è di chi ha conoscenza e crede alla verità nel suo cuore, ma la rifiuta con la lingua. Questo tipo di kufr è applicabile su coloro che chiamano se stessi musulmani, ma rifiutano cose necessarie e accettano norme islamiche come la Salat e la Zakat [suret al Naml:14. Ingiusti e orgogliosi li negarono (i Nostri segni), anche se intimamente ne erano certi. Guarda cosa è accaduto ai corruttori!]
5) Kufr-ul nifaaq: quando non si crede per ipocrisia. Questo kufr è di chi finge di essere un credente e nasconde la sua miscredenza. Tale persona viene chiamata Munafiq/Ipocrita [sureta an-Nisa’:145 In verità gli ipocriti saranno nel Fuoco più profondo e non avranno nessuno che li soccorra].
6) Kufr-ul istihaal: quando non si crede cercando di rendere ciò che è haraam (illecito) in halaal (lecito). Ciò è valido per chi accetta come halaal (legittimo) quello che Allah swt ha reso haraam (illecito), come per esempio l’alcool o l’adulterio. Solo Allah swt ha la prerogativa di rendere le cose Halaal e Haraam e coloro che cercano di interferire con il suo Diritto sono come fossero Suoi rivali, per tanto escono dai limiti della fede.
7) Kufr-ul kurh: quando non si crede detestando qualsiasi ordine di Allah swt [suret Muhammad: 8 mentre coloro che non credono, saranno perduti: Egli vanificherà le loro opere. 9 Poiché ebbero ripulsa di quello che Allah ha rivelato, Egli vanificherà le loro opere.]
Kufr-ul istizhaha: questo kufr è causato dallo scherno e dalla derisione. [suret at-Tawba 65. Se li interpellassi ti direbbero: “Erano solo chiacchiere e scherzi!”. Di': “Volete schernire Allah, i Suoi segni e il Suo Messaggero?”. 66. Non cercate scuse, siete diventati miscredenti dopo aver creduto; se perdoneremo alcuni di voi, altri ne castigheremo, poiché veramente sono stati empi!]
9) Kufr-ul i’raadh: miscredenza per evasione. Questo kufr è di chi volge le spalle per evitare la verità. [suret al kahf:57 Quale peggior ingiusto di colui che si allontana dai segni di Allah, dopo che essi gli sono stati ricordati, e che dimentica quello che ha commesso? Anche se li richiami alla retta via, essi non la seguiranno mai].
10) Kufr-ul istibdaal: miscredenza per aver cercato di sostituire le leggi di Allah. Ci sono varie forme tra cui:
a. Rigetto/rifiuto della Legge di Allah (shari’a) senza però negarla
b. Negare la Legge di Allah e rifiutarla di rigetto
c. Sostituire la Legge di Allah con leggi fatte dall’uomo

[As-Shura:8 Se Allah avesse voluto, avrebbe fatto [degli uomini] un’unica comunità. Ma Egli lascia entrare chi vuole nella Sua misericordia. Gli ingiusti non avranno né patrono né alleato.]
[Al-Nahl:116. Non proferite dunque stravaganti invenzioni delle vostre lingue dicendo: “Questo è lecito e questo illecito” e mentendo contro Allah. Coloro che inventano menzogne contro Allah non avranno alcun successo.]

Oh credenti

"Non è forse giunto, per i credenti, il momento in cui rendere umili i loro cuori nel ricordo di Allah e nella verità che è stata rivelata, e di differenziarsi da quelli che ricevettero la Scrittura in precedenza e che furono tollerati a lungo [da Allah]? I loro cuori si indurirono e molti di loro divennero perversi"